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Eventi

Segni di comunione dal Monastero di Ghiffa
10/02/2009

In prossimità dell’apertura del nostro anno centenario ci è giunto da Ghiffa un pacco postale ricco di sorprese. Vi erano dentro tre segni simbolici corredati di didascalie riportate su tre piccoli pannelli. Vi era anche un quadro con la riproduzione in pittura della facciata del Monastero di Ronco di Ghiffa. I tre doni simbolici sono: un carrettino con un sacchetto contenente una manciata di terra; un’acquasantiera e una lampada a tre beccucci. Ma veniamo a scoprirli insieme leggendo le eloquenti didascalie preparate con tanto amore e creatività.

P. S. Le nostre care sorelle hanno provveduto a mandarci anche la cera liquida per alimentare la lampada!

Apertura dell’anno centenario di aggregazione
del Monastero “San Benedetto” in Catania
al Monastero “”SS. Trinità” di Ghiffa (VB)

Tre “segni” di comunione

ϖ    1°  Un carro di terra dal Monastero di Ronco:

Leggiamo nella Bibbia, nel secondo libro dei Re, che Naaman volle portare in Aram la terra
di Israele per innalzare un altare in Damasco e offrire sacrifici all’Unico vero Dio, conosciuto attraverso il profeta Eliseo…(cfr 2 Re 5,17).

Così le care Madri, Madre Caterina e figlie, conosciuto attraverso il “profeta” Padre Celestino M. Colombo il volere di Dio, non esitarono a rispondere “ecce adsum” e Madre Scolastica Sala: “mitte me”. Partirono dunque per Catania, portando con loro la “terra spirituale” del monastero di Ronco, per “costruirvi l’altare dell’adorazione” che è proseguita ininterrotta in questi 100 anni di grazia.

ϖ    2°  Una sorgente di acqua viva:

«Vidi che sotto la soglia del tempio usciva acqua…Quell’acqua scendeva sotto il lato destro del tempio, dalla parte meridionale dell’altare»(Ez 47,1).
Dove giungono quelle acque, risanano…ogni essere vivente che si muove dovunque arriva il
torrente, vivrà…là dove giungerà il torrente, tutto rivivrà…il pesce vi sarà in abbondanza e crescerà ogni sorta di alberi da frutto le cui foglie non appassiranno, i frutti non cesseranno…perché le acque sgorgano dal santuario (cfr Ez 47,9.12).

Le acque di vita, sgorgate dall’altare del piccolo e disadorno altare di Ronco, sono giunte a Catania portando nuova vita al grande Monastero. Abbondanti vocazioni di Madri e Sorelle sono divenute alberi fruttiferi di santità che mai appassiranno e mai verranno meno. Non solo, ma il Monastero San Benedetto è divenuto fonte inesauribile di “acqua di grazia” che ha dissetato tanti cuori.

ϖ    3°  Tre ardenti fiamme:

Sono TRE le FIAMME che accese nel braciere di Ronco hanno portato il fuoco dell’amore per Gesù Eucaristia; l’Eucaristia è divenuta, anche tramite il loro consumarsi, il centro e il sole della Città.
Ardendo d’amore, non considerando né sacrifici né cruenti distacchi, hanno contagiato altre luminose fiamme che gioiosamente e generosamente si sono consumate in amore.
Che cosa è stata la loro vita? Una donazione d’amore e di vita, il resto è scritto in Paradiso. Chi leggerà la loro storia non vi troverà cose sublimi, ma una ininterrotta donazione, un ininterrotto canto: “adoremus in aeternum Sanctissimum Sacramentum”.

Riportiamo la lettera di ringraziamento, scritta dalla nostra Priora, Madre Giovanna Caracciolo:

1-5- 2009

Carissima Madre Maria Pia,

come esprimere la nostra commozione per i doni che ci ha mandati? Il nostro grazie lo può esprimere soltanto il Signore al Quale chiediamo una pioggia di benedizioni da riversarsi su Lei, sulla Madre Raffaella e l’intera Comunità di Ghiffa! Quando abbiamo aperto il pacco, preparato con tanto amore, ci è sembrato di vivere i sentimenti provati da Madre Scolastica e poi da Madre Domenica quando ricevevano i generosi pacchi che Madre Caterina inviava da Ghiffa. E quanti ne hanno preparati loro stesse da inviare alla diletta Priora del paradisino! Le lettere conservate in archivio sanno ben esprimere quei sentimenti di allora che la bontà del Signore ci ha dato di sperimentare oggi.
Grazie per quanto ha preparato con tanta cura e con una “progettazione” sicuramente remota! Ha pensato e realizzato qualcosa proprio per noi, per il nostro centenario, ha voluto consegnarci dei simboli eloquenti e immediati… Il pensiero va a quella terra raccolta dal parco di Ghiffa, una terra bagnata dalle lacrime delle nostre prime tre Madri Priore, lacrime di chi partiva ma anche di chi restava… lacrime che nella preghiera reciproca dal nord al sud dell’Italia hanno irrorato i fiumi di grazia scaturiti in questi cento anni nella nostra Comunità di Catania.
Nello svolgere i doni così ben confezionati perché arrivassero integri (quanta cura con cui sono stati disposti nel grazioso bauletto!) passavamo da una sorpresa all’altra e il ritornello era pressoché costante: Oh che bello! Oh se c’era ancora Madre Imelda!
Che dirle ancora Madre carissima? La comunione spirituale che lega le nostre due Comunità nell’unica famiglia, in queste nostre case divenute spiritualmente una e dove le nostri Madri hanno consumato la loro offerta feconda di nuove figlie, si rafforza sempre più nella contemplazione delle mirabilia Dei! Tutto è Grazia!       
Il nostro più sentito ringraziamento alla Madre Raffaella, a Lei e alla Comunità tutta lo affidiamo alla Vergine Maria, nostra Celeste Abbadessa, perché continui a far germogliare nelle nostre Comunità, nella Federazione e nell’Istituto tutto, i frutti di santità che San Benedetto e Madre Mectilde de Bar alimentano costantemente con i loro insegnamenti e la loro continua intercessione insieme a quella di Mare Teresa Lamar, Madre Caterina e Padre Celestino Colombo.

P. S. Madre Maria Pia ha preparato il simbolico dono su incarico della Priora Madre Maria Raffaella.

Le tre Madri significate dalle tre fiammelle sono le nostre prime Madri Priore: Madre Scolastica Sala, Madre Domenica Terruzzi e Madre Rosario Viganò.

Segni di comunione dal Monastero di Ghiffa
02/10/2009
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